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La riduzione contributiva per il settore dell'edilizia

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Questa particolare forma di agevolazione rivolta alle imprese del settore edile, prevede per i datori di lavoro la possibilità di usufruire di una riduzione dell'11,50 % sulla porzione contributiva a loro imputata (fatta eccezione per i contributi relativi al fondo pensione per i lavoratori dipendenti). Per avvalersi della riduzione contributiva le aziende devono essere in possesso di una serie di requisiti, vediamo cosa stabilisce la normativa vigente in materia e su quali canali fare affidamento per seguire i relativi aggiornamenti.
Riduzione contributiva per l'edilizia – riferimenti normativi e un po' di storia
L'otto agosto del 1995 entrava in vigore la 341/95  convertendo in legge il D.L. 244/95. La legge di conversione conteneva essenzialmente una serie di misure volte ad accelerare il completamento di interventi publici, la realizzazione di nuovi interventi nell'ambito di zone depresse e introduceva nuove disposizioni in materia di occupazione e lavoro.
L'articolo 29 del testo in particolare, prevedeva una serie di disposizioni relative alle retribuzioni minime imponibili per il settore edile, introducendo la possibilità di usufruire fino al 31 dicembre 1996, di una riduzione contributiva del 9,50% sulla somma delle contribuzioni previdenziali ed assistenziali (escludendo come anticipato quelle per i fondi pensionistici) dovute per i lavoratori impiegati per almeno 40 ore settimanali. Decorso tale termine, secondo quanto previsto dalla legge, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ed il Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica, avrebbero dovuto provvedere di concerto alla conferma dell'aliquota o alla sua ridefinizione sulla base delle previsioni economiche.
Nel corso degli anni il testo è stato sottoposto a più revisioni ed in particolare nel 2007  la legge 247 reintroduce l'agevolazione fissando in questo caso la riduzione contributiva per l'edilizia all' 11,50% (percentuale confermata anche per il 2010/11), fermo restando il compito di revisione affidato ai ministeri competenti.
Per la consultazione dei testi di legge citati vi rimandiamo a Normattiva.it, archivio online delle norme vigenti.

Riduzione contributiva: i requisiti richiesti
Nonostante il testo di legge abbia subito diverse modifiche nel tempo, i passaggi cardine sono rimasti pressoché invariati. Come previsto dall'articolo originario la riduzione contributiva può essere applicata soltanto sulla parte di contribuzione a carico dei datori di lavoro esclusi i contributi relativi ai fondi pensionistici. Le aziende possono usufruire della riduzione esclusivamente per i contributi dovuti per operai impiegati per almeno 40 ore settimanali e l'agevolazione non può di conseguenza essere applicata ai lavoratori assunti con contratto part-time.
Va inoltre sottolineato che la riduzione contributiva per l'edilizia non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali (come quelle previste in caso di assunzione di lavoratori iscritti alle liste di mobilità o disoccupati di lunga durata).
Per quanto riguarda i requisiti necessari, il legislatore ha posto l'accento su due aspetti di fondamentale importanza quello fiscale e quello della sicurezza del lavoro, la legge preclude infatti la possibilità di usufruire della riduzione contributiva, a tutte le aziende che pur rientrando nella categorie individuate dai codici ISTAT dal 45.11 al
45.45.2. non risultino in possesso dei requisiti necessari per il rilascio delle certificazioni di regolarità contributiva (dovranno conseguentemente essere in possesso del DURC) e che nel corso dei cinque anni precedenti la data di presunta  applicazione dell'aliquota agevolata, abbiano subito condanne per reati connessi al mancato rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Per maggiori informazioni sulla la prassi da seguire per avere accesso al beneficio o per conoscere le eventuali variazioni apportate all'aliquota per la riduzione contributiva sulla base delle indicazioni dei ministeri, dovrete fare agli aggiornamenti periodici pubblicati nelle circolari Inps.
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