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la Scia in edilizia

Dalla DIA alla SCIA, cosa è cambiato nel settore dell’edilizia

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Nonostante l'obbiettivo finale del legislatore fosse la semplificazione dei procedimenti amministrativi legati all'avvio di una nuova attività, l'introduzione della “SCIA”, ha generato non poco confusione, soprattutto nell'ambito dell'edilizia. Cerchiamo di fare insieme un po’ di chiarezza soprattutto rispetto al modo in cui la scia ha sostituito la Dia.

Il 30 luglio del 2010, l’entrata in vigore della 122/10, legge di conversione del decreto legge 78/2010 (misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), rivoluziona il contenuto dell’art 19 della legge 241/90.
L’art 49 della legge in oggetto, riformula infatti il contenuto della precedente normativa stabilendo che “ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, (…) è sostituito da una segnalazione dell'interessato”. Si tratta della SCIA, la Segnalazione certificata di inizio attività, un documento che consegnato presso l’ufficio competente ( nel nostro caso specifico lo sportello per l’edilizia attivo presso gli uffici dell’amministrazione locale), corredato delle opportune dichiarazioni sostitutive di certificazioni e delle attestazioni rilasciate da tecnici abilitati, consente all’interessato di dare avvio all’attività in oggetto a partire dal giorno stesso della consegna della segnalazione. Resta fermo il diritto per le amministrazioni locali di vietare la prosecuzione dell’attività qualora fossero riscontrate mancanze dal punto di vista della documentazione o in caso di effettivi rischi per la sicurezza (del territorio, dell’ambiente, del patrimonio culturale, della salute, della comunità e della nazione).
L’obbiettivo della modifica era come anticipato semplificare le procedure richieste per la concessione dei titoli abilitativi e ad un primo sguardo la normativa può apparire semplice e lineare, tuttavia la sua entrata in vigore ha destato non poco clamore nel settore edile e non solo.
Come anticipato in apertura, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività ha di fatto sostituito la DIA, ma all’interno del testo di legge, manca uno specifico riferimento a tale cambiamento. La DIA edilizia non viene apertamente citata  e di conseguenza non individua i casi specifici per i quali il provvedimento trova applicazione. Ed è proprio da questa “lacuna”, se così possiamo definirla,  che prendono origine i numerosi dubbi sollevati tanto da operatori del settore quanto dai cittadini alle prese con la burocrazia. Risolti i dubbi relativi alla sostituzione automatica della DIA da parte della SCIA ci si è chiesti da più parti se il provvedimento coinvolgesse anche altri titoli abilitativi come la super DIA e il permesso di costruire, quale fosse il rapporto tra le prescrizioni della nuova legge le leggi regionali e le normative locali precedentemente approvate e quali casi potessero costituire un’eccezione alla nuova regola.
In breve l’interpretazione e l’applicazione della legge hanno generato una serie di dubbi tali da rendere necessario un intervento del Ministero della Semplificazione Normativa, che in una nota esplicativa ha cercato di chiarire le principali perplessità legate all’introduzione della SCIA.
Il contenuto della nota, (è possibile consultarne il testo completo in formato pdf sul sito web del ministero) fornisce una serie di chiarimenti utili per sciogliere i diversi nodi interpretativi.

-    le riserve rispetto all’applicazione della normativa al settore edile, vengono allontanate sottolineando come nel testo di legge attuale, (rispetto ai precedenti), non si faccia espresso riferimento all’intenzione da parte del legislatore, di mantenere in vigore le precedenti disposizioni in materia, secondo l’art 49 la disciplina della SCI sostituisce automaticamente quella della DIA “recata da ogni normativa statale e regionale”.

-    completamente diverso il caso del permesso di costruire e della super DIA, gli interventi per i quali è prevista questa tipologia di titolo abilitativo restano esclusi dall’ambito di applicazione della nuova normativa. La loro inclusione richiederebbe un’interpretazione “troppo ampia” rispetto a quella nelle intenzioni del legislatore. La SCIA mantiene il medesimo campo di applicazione della DIA.

-    Il rapporto SCIA-Permesso di costruire è in gran parte legato anche alla questione degli eventuali contrasti tra la nuova normativa e le leggi regionali preesistenti, ma come anticipato, il contenuto dell’art 49 va ad incidere esclusivamente sull’impianto normativo relativo alla disciplina della dichiarazione di inizio attività lasciando intatte le altre norme.

Nella nota esplicativa veniva inoltre confermata la possibilità per i privati che avessero già presentato la dichiarazione di inizio attività, di avvalersi della nuova normativa, presentando la segnalazione certificata di inizio attività,  nel caso in cui non fosse ancora decorso il termine ultimo per l’approvazione.

Per consultare il testo completo della legge 122/10, potrete fare affidamento su Normattiva.it , archivio online delle norme vigenti nell’ordinamento italiano. Per una più ampia e dettagliata trattazione dell’argomento, vi segnaliamo SCIA e DIA di Fabio Doro, e-book della realizzato dalla Exeo Edizioni. Il libro analizza i diversi cambiamenti ed gli effetti sul settore dell’edilizia, dell’entrata in vigore della nuova disciplina.
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