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strutture in calcestruzzo

Strutture in calcestruzzo, economiche e convenienti

Strutture in calcestruzzo, economiche e convenienti
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La più prestigiosa opera in materiale cementizio che l’antichità ci ha tramandato è certamente il Pantheon. Il fatto che questo tempio di incomparabile bellezza, dopo quasi duemila anni, sia in condizioni di conservazione perfetta dimostra che le strutture in calcestruzzo possono durare per secoli.
Il calcestruzzo (detto anche cls) è un materiale lapideo artificiale, composto con aggregati lapidei di diverse dimensioni (inerti) uniti da un legante idraulico (il cemento) la cui attivazione avviene grazia alle reazioni chimiche con l’acqua. Tecnicamente, e a livello giuridico, il materiale lapideo, privo di impurità organiche, limi od argille, deve rispondente alle prescrizioni della norma UNI 8520 “Aggregati per la confezione di calcestruzzi” e della UNI 9858 “Prestazioni, produzioni, posa in opera e criteri di conformità” per le strutture in calcestruzzo. Per maggiori informazioni su norme e regolamenti, basta visitare il sito dell’Associazione Tecnico Economica Calcestruzzo Preconfezionato (ATECAP).
Il contenuto di cemento, oltre che a garantire il raggiungimento della classe di resistenza caratteristica di progetto (Rck), deve essere tale da assicurare la coesione dell´impasto cementizio, in funzione della consistenza necessaria per una corretta costruzione delle strutture di calcestruzzo. In pratica, se l’ambiente non contiene cloruri, non ci sono difficoltà nel progettare strutture che resistano alla corrosione per 100 anni e più, almeno in climi temperati. Nel caso contrario, invece, non si è in grado di evitare attacchi corrosivi per più di qualche decennio, anche se in sede di progetto e di costruzione si prendono tutte le precauzioni necessarie per evitare che questi anioni penetrino all’interno del calcestruzzo. Per una consulenza dettagliata sul tipo di materiali usati per le strutture in calcestruzzo ci si può rivolgere all’azienda di Brescia CASARI Edil Service.
Esistono diverse tipologie di calcestruzzo a seconda delle strutture che si devono realizzare: impermeabili (per strutture idrauliche, vasche, scantinati sotto falda, cunicoli, fosse); calcestruzzi “faccia a vista” (con la realizzazione di impasti a basso rapporto acqua/cemento con grande fluidità); auto-compattante (s.c.c.), realizzato con l’ausilio di appositi additivi iper-fluidificanti e un’apposita curva granulometrica; calcestruzzi chimico-resistenti, per la realizzazione di strutture in calcestruzzo esposte ad aggressivi chimici (vasche, pavimentazioni, atmosfere industriali, ecc.); espansivi o a ritiro controllato, per il costipamento totale di cavità, riempimenti di appoggi, sotto-murature e altri ancora. Sviluppare ed applicare quello giusto richiede esperienza pratica, ma anche conoscenze tecniche: per questo esistono anche degli enti d’ispezione specializzati come, ad esempio, TUV Italia, che certificano il lavoro eseguito.
Un gruppo di ricerca del dipartimento di Chimica, Materiali ed Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del politecnico di Milano, negli ultimi dieci anni ha teorizzato e proposto la prevenzione catodica delle strutture in calcestruzzo, e ne ha studiato le condizioni operative e l’affidabilità. La tecnica si basa sul fatto che la resistenza delle armature alla corrosione da cloruri cresce se il potenziale delle armature viene diminuito: questo effetto si ottiene applicando bassissime correnti tra opportuni anodi piazzati sulla superficie delle strutture in calcestruzzo e le armature che quindi funzionano da catodo. La tecnica, ad esempio, è stata applicata alle fondazioni di importantissimi edifici come la Sydney Opera House e le Twin Towers di New York.
Per saperne di più e, o per conoscere le aziende del settore delle strutture in calcestruzzo, potete consultare il nostro portale alla sezione “Materiali edilizia” o “calcestruzzo”.
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